Visto che mi han cancellato un commento sulla questione, perché considerato “trolloso”, lo ripropongo qui. La discussione era nata chiedendo pareri su questo video (che allego sotto, se volete guardarlo), realizzato dal Forum Nucleare Italiano.
Sono riflessioni semplici su un argomento complesso, su cui un minimo ritengo di essere preparato: quindi o mi ribattete con i numeri ai numeri che ho proposto, altrimenti potete andarvene a fare in culo (solo che io non cancello i commenti; se poi eventuali discussioni degenerano, sono cazzi vostri, perché rimarrete fossilizzati e ignoranti).
Visto il trattamento ricevuto (rimossi 2 post), non riporto né la conversazione integrale, né alcun credito nei confronti di chi l’ha iniziata/moderata. Riporto comunque un cordiale “vaffanculo”, quello sì.
Questo il mio secondo intervento che è stato cancellato:
Non è per nulla trolloso.
Con le tecnologie attuali, per produrre 1.6 GW di potenza elettrica (l'equivalente di una centrale nucleare di attuale generazione) ti servono 8000000 metri quadri coperti di pannelli fotovoltaici (considerando 200W a metro quadro, che è comunque superiore a quanto vi vendono ora; nel corso degli anni, poi, il rendimento CALA).
I pannelli fotovoltaici non sono fatti di biscotti e Nutella e, al termine del loro ciclo di vita, devono essere smaltiti.
I materiali di cui sono fatti sono il silicio, più tutti i droganti (arsenico, gallio, boro, fosforo e praticamente tutta la tabella periodica).
I fotovoltaici di "nuova generazione" seguiranno due strade:
1) Utilizzare i processi produttivi dell'elettronica di consumo della "vecchia generazione", in modo da aumentare l'area coperta da celle solari (strada seguita da Intel).
2) Pompare i sistemi di dissipazione del calore, ad esempio tramite miscele di metallo liquido basato su indio+gallio o affini (strada seguita da IBM). Che non è come un bicchiere di succo d'arancia.
L'impatto ambientale per la loro produzione NON lo puoi trascurare, così come quello relativo al loro smaltimento.
Sarò retrò, ma a me l'inquinamento da nanocosi buttati in un campo dall'idiota di turno spaventa più di quello da radioattivcosi stoccati dentro una montagna.
Quindi, caro Giulio, prima di liquidare come trollata il problema dello smaltimento, ti chiedo cortesemente di informarti e verificare quanto ho riportato io (che penso comunque di saperne 2 righe).
"Eh, ma ci sono altre fonti di produzione alternativa"...
- Geotermico: COMPLETAMENTE sfruttato in Italia.
- Idroelettrico: Completamente sfruttato. "Eh, ma il fosso vicino casa mia... Mica c'è la turbina!". PROBLEMA: Impatto ambientale. Se prendi come esempio la centrale idroelettrica sul lago di Cavazzo, qui vicino, ha il "piccolo" problema che ha abbassato la temperatura del lago. "Eh, ma chissenefrega". Bene, ciò ha avuto ripercussioni pesantissime sull'ecosistema circostante. E poi gli ambientalisti rompono.
- Eolico: praticamente NESSUN progetto passa l'analisi di IMPATTO ambientale. "Eh, le multinazionali corrotte...". FALSO: Anche in questo caso, chi non sa cosa sia un Watt, perché quel giorno a scuola era impegnato a marinare, ma ha la pretesa di venirmi ad insegnare il lavoro perché l'ha detto Grillo, dimentica di fare il calcolo dei watt per metro quadro e la cementificazione dell'area corrispondente.
E non ha mai sentito parlare di impatto acustico.
- Biomasse: Eh, sì... Queste sì che sono pulite... mica come il gas o il petrolio... Ah, no, inquinano di più. Mi sono sbagliato.
Per concludere, caro Vishquelcheè: una centrale ce la faranno al 95% QUI (a Monfalcone), perché siamo considerati alla stregua del Biafra. Quindi piantala di rompere trollando con 'sta storia della centrale nei pressi di casa e, se ti ritieni esperto di analisi di impatto ambientale, sentiti pure libero di citare qualche numero a supporto delle tue tesi.
Altrimenti sono fuffa.
Come promesso, segue il video.