Ah, ho scritto ‘sta pappardella in risposta alla seguente catena di S. Antonio, che mi sta infestando qualunque homepage:
lunedì 25 gennaio 2010
Avete ROTTO IL CAZZO con la catena di S. Antonio sulle persone down
Ah, ho scritto ‘sta pappardella in risposta alla seguente catena di S. Antonio, che mi sta infestando qualunque homepage:
sabato 21 novembre 2009
Inutilità, direi
Forse ricaduta di stile. Post a random.
Leggete, pensate, scervellatevi, se proprio in questo momento non avete di meglio da fare.
Non metto neanche le figure.
Ci son tante altre cose più interessanti, comunque, in giro per il blog.
Ferimenti
Rompi una scodella: non è che se la prendi a pugni poi stai meglio. Magari, impegnandoti, riesci a polverizzarla, ma, pur minimizzandone l’aspetto, il concetto rimane.
Visioni differenti
Per uno un concetto non esiste.
Per l’altro, quel concetto è il veleno che lo sta soffocando.
Vai a capire te, poi, chi ha ragione.
Secondo me, magari guardandola nell’altro senso, la scodella.
domenica 11 ottobre 2009
domenica 3 maggio 2009
venerdì 27 marzo 2009
Kaeel Dixit X
Se fai il contrario, cade giù tutto.
martedì 3 febbraio 2009
Non è facile
Non è da tutti scegliersi un hobby che implica prenderne tante, in un breve lasso temporale.
Alcune possono esser giuste, alcune sbagliate.
Tendenzialmente, si cerca di lavorare perché queste ultime siano sempre in numero minore.
Anche se ci possono esser dei picchi in positivo o negativo, il miglioramento, nel complesso, è comunque sempre di tipo logaritmico (per chi non sapesse cosa vuol dire: inizia tutto sommato rapidamente, poi migliora poco alla volta).
A fronte di tutte le situazioni in cui dai il 100%, ce ne sono alcune in cui proprio non riesci a dare il meglio, o altre in cui fai un cesso completo.
Indipendentemente da ciò, resta una questione di base: il prender decisioni.
Prendere una decisione significa compiere un'azione che in quel momento si ritiene giusta, anche se chiunque altro, in quel momento, sostiene il contrario.
Tutti sono bravi a sostenere il contrario, specie quando sono in branco.
Quando poi qualcuno propone loro di provare, almeno una volta, a mettersi dall'altra parte della barricata, scappano come criceti, continuando comunque a sottolineare quanto sei inadatto nell'esplicare la tua funzione.
Ogni tanto capita di incontrarne qualcuno particolarmente persistente, che, ferito nell'orgoglio da lui solo sa cosa (solitamente sciocche incomprensioni che, prese per tempo, normalmente si risolvono in 15 secondi), continua per settimane, mesi, anni a macerare inutili veleni, che riescono a rigettare in *ogni* occasione.
Ti daranno *sempre* contro, per partito preso.
Fa parte del gioco.
Statistiche alla mano, si tratta di una ristretta minoranza che, comunque, riesce a coinvolgere tante persone solitamente "neutrali".
A causa di ciò, arrivano dei momenti in cui tutto sembra "essere contro", in cui si vorrebbe mollare tutto.
Non è facile.
Ma è solo una ristretta minoranza.
Può esser molto offensiva, può fare molto male, può arrecare danni su larga scala.
Ma è solo una ristretta minoranza.
Alla fine, non ne vale la pena.
Anche se non è facile.
lunedì 26 gennaio 2009
lunedì 3 novembre 2008
Kaeel Dixit VIII
“Ritengo che Dio avrebbe dovuto inventare l'ottavo giorno.
Per la burocrazia =_=”
(Kaeel, alle prese con il rinnovo della patente)
mercoledì 29 ottobre 2008
Il corpo del reato

Ecco il blog offensivo per cui sono stato bannato da Netlog.
Mi è stato chiesto di rimuoverlo; lo faccio per evitare di ri-perdere il profilo, ma incollo tutto qui, come prova del fatto che è accaduto per errore e per la pochezza di qualcuno.
Allego le screenshot del post e delle 3 pagine di conversazione, inoltre, perché mi dispiace che vadano perdute e non lo ritengo giusto nei confronti di chi aveva speso tempo per scriverci su.
Pagina 1 del blog
Pagina 2 del blog
Pagina 3 del blog
Il titolo era:
Interrompiamo la trattazione del prossimo best seller "made in Kaeeland" con uno spot pubblicitario, come in tutte le produzioni che si rispettino.
*** Gentilmente offerto da Pip, le caramelle del fumatore! ***
Ta-dà! (musichina da spot pubblicitario)
1) Nemici
2) Merde
3) Rompipalle
4) Coglioni
5) "Due che hanno voglia solo di fare casini"
6) Gettatori di fango
7) Psicopatici
8) Cattivi (e rabbiosi. grrrr. LOL & *sbav* )
9) Cretini
10) Gente Malata
Tutto ciò è stato motivato da scambi di battute pesanti nei suoi confronti fra il sottoscritto e donna Darcy.
Sapete, vorrei tanto chiedere scusa alla signorina di cui sopra, e, per tale motivo, vi chiedo di aiutarmi.
Visto il gran numero di malefatte che ho combinato, spalleggiato dalla pericolosa "bad-girl" Darcy, ho deciso che, vista la gravità dell'evento, delle scuse generiche non bastano.
Vi prego cortesemente, dunque, di aiutarmi, fornendomi i link a questi terribili scambi di pesanti battute, sì che, dopo averli raccolti in questo post, possa redimere le mie colpe una ad una.
Ho provato in tutti i modi a reperirli, ma... Sarà la vecchiaia, sarà il computer vecchio, sarà la mia malafede ed innata malvagità, che mi impediscono di capire quando compio peccato...
Fatto sta che, a parte quanto segue, proprio non le trovo.
1) LOL
2) "I nemici stanno nel tuo cervello" (in risposta alla 1 )
3) Commediante (in chiave assolutamente scherzosa)
Poiché non si tratta di una semplice e fuorviante impressione, ma è qualcosa di reale e concreto, mi dareste dunque una mano?
Sempre vostro debitore.
Anima contrita di Kaeel
PS: Chiederei volentieri alla protagonista della vicenda di fornirmi maggiori dettagli, sì da poter chiarire la questione personalmente con lei (visto che di una questione personale si tratta) ma, ahimè... Oltre ad esser stato bloccato dalla sua contact list su MSN, faccio anche parte della sua lista nera qui su Netlog e non me la sento di permettermi di scriverle via SMS o telefonarle, poiché la cosa temo sarebbe interpretata come persecuzione, quindi ciò mi è assolutamente precluso. Povera la mia anima tormentata...
lunedì 27 ottobre 2008
Kaeel Dixit VII

Il mio cuore non è che batta per una donna; in compenso, ci sono più donne che battono
(Kaeel, dopo aver guardato inerte l'ultima pubblicità di Intimissimi)
giovedì 2 ottobre 2008
lunedì 21 aprile 2008
La favola della rana e dello scorpione [cut&paste]
[favola americana]
Una rana e uno scorpione si incontrarono davanti a un fiume. Entrambi volevano passare dall´altra parte, e se la rana non aveva difficoltà, lo scorpione era preoccupato, perché non sapeva nuotare.
Per piacere, mia cara rana, mi porteresti dall´altra parte del ruscello?" chiese lo scorpione, con la voce più dolce che gli riuscì di fare.
"Fossi matta!" gli rispose la rana "Non provare nemmeno ad avvicinarti, non ho nessuna voglia di farmi pungere da te".
"Ma ragiona, ranocchietta: se tu mi aiuti a passare il fiume prendendomi sulla groppa, io mai e poi mai ti pungerei: se lo facessi, annegherei, perché non so nuotare".
La rana rifletté, e decise di aiutare lo scorpione, un po´ perché aveva paura che altrimenti la avrebbe punta, un po´ perché era un animale generoso, e dopo tutto lo scorpione non le aveva fatto niente di male.
E così lo scorpione saltò in groppa alla rana, e tutti e due si buttarono in acqua. Erano già a metà del percorso, proprio in mezzo al fiume, quando la rana sentì un dolore acutissimo sulla schiena. "Ma come?" esclamò "mi hai punta! E ora moriremo tutti e due, io per il veleno, e tu perché annegherai! ?Ma perché lo hai fatto?" E lo scorpione rispose: "Già, perché l´ho fatto? Perché pungere è la mia natura, e io non posso farci niente".
Tratto da: http://www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=407-
giovedì 17 aprile 2008
Kaeel Dixit V
Mi piacerebbe tanto sapere in base a che principio inneggi alla libertà di pensiero, visto che il cervello te lo sei già fatto lavare da tempo.
lunedì 14 aprile 2008
Pulizie di primavera
Abbiamo passato qualche momento assieme, con alcuni ho scambiato giusto qualche riga di conversazione, ma ora non ho più bisogno di voi, quindi questo è il mio saluto.
Oh... Senza rancore, neh.
Siccome non avete mai tempo per me, ma per tutti gli altri sì, non vale la pena che vi scriva privatamente alcuna riga di spiegazione, no?
Visto che non abbiamo niente da dirci, mica penserete che questo sia un utile argomento di conversazione, vero?
Nel caso disponessi anche di vostro contatto MSN, per non perder tempo a cancellarvi dalla contact list, vi bloccherò direttamente, che c'è il pulsantino apposta.
Tanto, non vedo perché dovreste contattarmi.
Un bacio :*
PS: Oh, senza rancore, neh!
No, bon, dai.
*** S C H E R Z O ***
LOL.
Abbiate pazienza, ma ho ancora il dente *molto* avvelenato. Curaro, mi pare.
Non passa. Che ci posso fare.
Purtroppo, ad ogni cambio di luna/stagione, mi imbatto in molti messaggi simili a quello sopra.
La cosa a volte mi lascia indifferente (comprendo perfettamente i meccanismi psicologici che portano allo "sfoltimento" delle amicizie/conoscenze, anche se virtuali), mentre a volte mi fa imbestialire.
Sono lunatico anch'io. Che ci volete fare.
Questa era, ad esempio, una delle volte che non mi ha lasciato indifferente.
Siccome mi è capitato spesso di avere avuto incomprensioni per via di queste differenti concezioni di rapporti/amicizie, ne approfitto per scrivere il mio punto di vista e fare una bella sviolinata -che ogni tanto ci vuole anche- all'elite che ha la fortuna di far parte di qualche mia contact list. B)
Nella vita si incontra un numero estremamente elevato di persone.
Ciò può avvenire in molte forme e a differenti livelli di conoscenza.
Che si tratti anche solo di quattro chiacchiere al bar, comunque esse -anche non volendo- riescono a darci qualcosa. A volte un sorriso, altre una tremenda arrabbiatura, altre ancora un semplice buongiorno che ci cambia la giornata...
Insomma, grandi e piccole cose.
Tutto però contribuisce a costruire la nostra personalità ed il nostro carattere.
Poi è ovvio...
Con qualcuno condivideremo parte del nostro cammino, a volte camminando fianco a fianco.
Con qualcun altro saremo noi a camminare davanti, cercando di far strada e lasciando sfruttare la scia, se il vento è troppo forte.
Altre volte ci faremo trainare, almeno per una piccola parte di salita, quando le forze non sono sufficienti.
Poi, cosa succede?
Le strade si dividono.
A volte a causa nostra (incomprensioni, periodi in cui sembra non ci sia granché da dire), a volte per motivi di forza maggiore.
Non possiamo obbligare altre persone a seguirci. Faremmo solo del male.
A loro e a noi.
Già.
Loro non ci appartengono. Non siamo noi il centro del mondo. Non possono essere nostri satelliti. Ognuno è una stella a sé stante.
E come si fa, allora?
Costruiamo un bel muretto, in modo da non consentire a chi si è allontanato troppo di riavvicinarci, salvo che questi voglia sputare l'anima (che poi, trovando una persona così... saremmo veramente disposti ad accettare un simile sentimento? ) per dimostrare "nonsappiamoneanchenoitroppobenechecosa"?
Disseminiamo la zona che ci circonda di vetri e filo spinato, per "far capire che almeno esisto"?
In alcuni casi, certo, forse basterebbe una qualche parolina.
"Ti voglio bene".
"Per me sei importante".
"Mi sono affezionato/a a te".
"So che adesso sta andando così. La cosa mi fa star male. Secondo te, cosa possiamo fare?".
In alcuni casi, invece, non abbiamo la possibilità di farlo.
Oh, siamo esseri umani.
A volte manca il coraggio.
A volte manca il momento.
A volte manca la forza.
E come si fa, allora?
Ah, no, l'avevo già chiesto sopra.
Attendere.
Continuare a lasciare spezio nel nostro cuore. Ce n'è a sufficienza.
Fidatevi.
Garantisce Kaeel.
Kaeel vuol dire qualità. B)
La strada, infatti, prosegue. Sempre. Non possiamo sapere dove ci condurrà.
Anche se abbiamo una meta, non sapremo mai quante volte ci perderemo.
Le persone con cui abbiamo avuto a che fare esisteranno sempre.
Ogni volta che giungeremo in qualche luogo particolare, ogni volta che, in una discussione, ci verrà in mente quello che ci avevano detto, ogni volta che, addormentandoci, ripenseremo a qualche sorriso che neppure ci aspettavamo.
Poi, ovvio... Possono passare settimane, giorni o anni senza risentirsi.
Neanche alle feste comandate.
Poi, un giorno ti trovi in qualche posto strano, vedi un volto noto... Ci metti qualche minuto per riconoscerlo, ti avvicini...
E scopri che è quella persona che non vedevi da anni.
Poi, vai a saperlo... Magari si fa ancora qualche pezzo di strada assieme, raccontandosi il cammino intercorso nel frattempo. Magari ci si aiuta pure.
E scopri che quella persona ha ancora molto da darti.
E scopri che anche tu hai ancora molto da dare.
E scopri che quelli sono gli amici.
Peccato che queste scoperte si riescano a fare solo nella lunga distanza.
Non certo un paio di settimane.
Quindi, grazie a tutti quelli che passano di qua, anche una volta ogni tanto, anche per leggere qualcosa a caso. Per 'sta volta vi è andata bene. Non vi cancello ;)
Anche se non ci si sente mai.
Anche se una volta ci si sentiva molto di più.
Forse arriveranno tempi migliori. Forse no. Nessuno mi ha ancora insegnato ad utilizzare la sfera magica.
La mia porta è sempre aperta.
K.
PS: Oh, senza rancore, neh!
venerdì 28 marzo 2008
PROLOGO: Kaeel Dixit IV
Se devo dire ad X qualcosa che lo riguardi, ne parlo prima con le persone in comune Y, Z e W per dimostrare che ho ragione.
Poi indìco una conferenza stampa in cui rendo nota la cosa, ovviamente senza notificare ad X, al quale gireranno i coglioni.
Quando questi poi replicherà scocciato, sarà causa sua.
L'importante è, infatti, preparare bene il terreno, prima di [tentare di] bruciarlo."
Caro lettore che leggi e che commenti con frasi del tipo "che schifo la politica" o "abbasso i reality, tutti uguali, mi fanno cacare", lascia che ti comunichi una cosa.
Sei già dentro a questo meccanismo.
Il fatto stesso che tu legga ti rende partecipe di questo programma, in quanto il protagonista non è l'attore, ma lo spettatore, che con il televoto decide chi ha ragione e chi torto.
L'unica cosa che puoi fare per evitare a tua volta di sporcarti è non leggere, poiché il balletto della vergogna non è che all'inizio.
Che si aprano dunque le danze.
Tratto da: http://kaeel.blogspot.com/2008/03/prologo-kaeel-dixit-iv.html
venerdì 21 marzo 2008
Kaeel Dixit III
(15:15:31) (um) Steel: arrivano i primi virus, poi si moltiplicano, si combinano
(15:15:43) (um) Steel: e danno origine a forme di vita più complesse
(15:15:58) (um) Steel: fino al momento in cui, un bel giorno, prendono coscienza di sè
(in risposta a donna Darcy, a sua volta in risposta a donna Paperinofxfxfx. Grazie per la gentile ispirazione. I filologi possono trovare la genesi qui http://it.netlog.com/DarcyPretzel/blog/blogid=2800640 )
Ossequi.
AGGIUNTA (grazie a monsieur Gadjet - http://gadjet.splinder.com/ - per aver consentito la realizzazione di un'ulteriore approfondimento):
(15:48:11) Gadjet: e quando prendono coscienza?
(15:52:37) (um) Steel: quando il PC è utilizzato da una tipa
(15:53:00) (um) Steel: non per niente, sono esse quelle che procreano
domenica 9 marzo 2008
Kaeel Dixit II
Tratto da: http://kaeel.blogspot.com/2008/03/kaeel-dixit-ii.html
lunedì 28 gennaio 2008
Kaeel Dixit
K.
Tratto da: http://kaeel.blogspot.com/2008/01/kaeel-dixit.html
domenica 27 gennaio 2008
A volte capita...
Soffermarsi su chi sta vicino e lontano, osservandone i lineamenti, le espressioni, le posture.
A volte, capita poi di incrociarne gli sguardi.
Alcuni sono solo sfuggenti, alcuni fuggono direttamente.
Altri invece si lasciano incrociare ed un breve ma intenso sorriso appare così su due volti.
Capita poi che alcuni sguardi colpiscano più di altri, a volte perché appaiono diversi, a volte perché è diverso il modo in cui li affrontiamo.
Esso, infatti, non è costante nel tempo.
Questa riflessione fa scattare automaticamente il meccanismo del ricordo.
Il ricordo di quando quegli sguardi stavano in alto, mentre spesso ora stanno davanti o addirittura più in basso.
Poi, dallo sguardo, l'attenzione si sposta sulle persone nella loro interezza e lì rimane focalizzata per una quantità di tempo variabile.
Molti fra quelli che stanno attorno rappresentano un mattone della vita vissuta fino a qualche anno prima.
Ognuno di essi, il capitolo di una storia: chi rappresenta quello descrittivo, chi quello d'azione, chi quello riflessivo, chi l'avanzamento di trama, chi il colpo di scena.
Contro ogni aspettativa, nessuno dei presenti sembrerebbe esser stato inutile.
Neppure le special guest più tiepide e silenziose che, nel corso degli anni, hanno fatto sentire la propria voce in maniera molto pacata e sporadica, solo quando avevano qualcosa da dire.
Neppure quelli che sembravano essere più privi di senso.
In breve tempo, capita così di aver ripercorso interamente la propria vita.
L'animo prova un senso di pienezza, ma gli occhi si fanno pesanti e le gambe iniziano ad accusare la fatica di tutta la strada percorsa con quelle persone.
Anche il corpo ha memoria. Un'ottima memoria, peraltro.
Lo sguardo scende poi ad altezza del suolo e giunge una nuova consapevolezza.
Tutti sono lì per un motivo ben preciso.
Tutti sono lì per una persona.
No, non io.
Anch'io sono lì per quel motivo.
Sono lì per prendere coscienza di una cosa che ancora non avevo capito. Una cosa che, nell'istante in cui è stata inizialmente riferita, è passata indifferente. Non è facile trasformare un'idea in consapevolezza, finché rimane astratta.
Sono lì per dire grazie.
Sì, proprio a te, che te ne sei andato.
Voglio dirti grazie.
Grazie per esser stato uno dei pilastri su cui si è fondata la mia crescita.
Grazie per esser rimasto nella mia vita per più di 15 anni, dando tutto ciò che avevi, senza avanzare la minima pretesa.
Grazie per avermi ascoltato tutte le volte in cui avrei fatto meglio a star zitto.
Grazie perché mi hai insegnato il significato della parola "coraggio". Ma non a parole.
Grazie perché mi hai mostrato cosa significa continuare a dare il massimo, anche quando tutti ti danno contro.
Grazie perché mi hai insegnato che senza il giusto carburante non si va lontano. E che non possiamo auto-produrlo.
Grazie per la tua testimonianza.
Grazie perché fino all'ultimo respiro hai scelto di continuare a vivere.
Continuerai a vivere in me.
Tratto da: http://kaeel.blogspot.com/2008/01/volte-capita.html
mercoledì 16 gennaio 2008
11.24
Fa un casino maggiore perfino di quello prodotto da chi è stupido di natura.
Kaeel
Tratto da: http://kaeel.blogspot.com/2008/01/1124.html

