Domenica mattina, macchina, avversità nei confronti del genere umano per via della levataccia, radio.
Sento passare ‘sto cazzo di ritornello, assieme a tutto il resto della musichetta:
“Ti volevo dire che tutto sta per finire”.
Immagino la scena.
Te ne stai lì, già con le balle girate per conto tuo, perché la/il tua/o lei/lui è da un po’ che scassa i maroni, non le/gli va bene niente e, di punto in bianco, si presenta lì con una frasetta del genere che, faccio notare, fa uso di un “si impersonale” per giustificare una scelta personale (appartenente al sotto-tipo ormonale).
Non possiamo tollerare queste cagate, giusto?
Siccome esiste (esperienza personale) una percentuale di persone che modula i propri “sentimenti” in base a qualche motivetto orecchiabile sentito in giro (o, in casi più evoluti, alla base delle proprie seghe mentali c’è qualche romanzo strappalacrime), impariamo come elaborare una risposta stilisticamente adeguata, nel caso dovessimo trovarci in tale spiacevole situazione: